Come e quando hai iniziato a studiare musica e quali fattori ti hanno portato a scegliere la fisarmonica?

Abitavo a Crocette, piccola frazione di Castelfidardo con mia madre e mio padre. Nel piano di sotto abitava mio zio Lucio, il fratello di mio padre. Lui suonava la fisarmonica ed io non mi stancavo mai di starlo a sentire. Ero proprio innamorato della fisarmonica. Fu così che mio padre me ne regalò una piccola a 4 bassi. Mettermi addosso la fisarmonica era come abbracciare il mondo. Avevo solo quattro anni ma da quel momento la mia vita cambiò. A orecchio provavo e riprovavo a ripetere le note che sentivo suonare a mio zio. Ben presto quelle poche note iniziali si trasformarono in frasi complete.
A 7 anni iniziai a studiare seriamente musica. Iniziai con Paolo Polidori. Andavo volentieri a lezione, ma dopo un breve periodo, viste le mie capacità e il mio entusiasmo, mi consigliò di rivolgermi a Giovanni Marcosignori, il padre di Gervasio.
A lezione eravamo in due, io e Sandro Garbattini, anche lui originario delle Crocette ma di vari anni più grande di me. Per me un fratello… La sua bicicletta divenne anche il mio mezzo di trasporto. Quando per motivi familiari Sandro dovette smettere, ne soffrii profondamente.
Le lezioni si svolgevano di sabato pomeriggio in una saletta a piano terra e ricordo ancora la mia emozione quando a sorpresa Gervasio entrò nella stanza. Accarezzandomi i capelli: – Valentino, mio padre mi ha parlato molto bene di te! Io, piccolino com’ero, mi sentii un gigante!
E con Sandro era destino che ci ritrovassimo. Fu lui a presentarmi il M° Adamo Volpi, organista della Basilica di Loreto e grande compositore di musica per fisarmonica. I suoi consigli sono stati fondamentali per continuare a crescere. Formammo un trio con Sandro e Giancarlo Spegni per numerosi concerti.

Perché ho scelto la fisarmonica? Per l’amore e l’ammirazione verso mio zio Lucio e perché a Castelfidardo il suono della fisarmonica era ovunque e i grandi artisti, anche americani, nelle varie aziende di Castelfidardo non lesinavano esibizioni che facevano sognare.

Quali sono i tuoi primi ricordi legati all’attività concertistica?

Il motivo per cui ho deciso di diventare medico è legato ad un episodio della mia fanciullezza. Un giorno un medico venne a casa nostra. Il rispetto incredibile verso di lui da parte dei miei, i suoi modi sicuri e professionali fecero scattare qualcosa nella mia testolina. Sarei diventato un dottore!  Studiai con impegno massimo e raggiunsi la laurea. E la ottenni col massimo dei voti e questo fu il mio modo di ripagare i sacrifici dei miei.
Ma durante questo percorso ho seriamente rischiato di non arrivarci alla laurea e anche di abbandonare la fisarmonica per sempre. La fisarmonica non era così popolare tra i ragazzi ai tempi del liceo, infatti l’avevo praticamente messa da parte per dedicarmi all’organo elettronico, anche come dimostratore di varie aziende che mi assunsero mentre frequentavo contemporaneamente la scuola…
Andò così…
Mio zio Lucio era emigrato e viveva a Chicago. Mentre ero iscritto al primo anno di università, decisi di raggiungerlo. Mi diedero quasi subito la Green Card. Presi così a lavorare assieme a mio zio nell’azienda di Targ & Dinner che si occupava di strumenti musicali.
Una sera, in un locale frequentato soprattutto da jazzisti di colore, di fronte ad un organo elettronico non seppi resistere e iniziai a suonare. Con tale veemenza che un rappresentante del PLAY BOY CLUB mi propose di presentarmi per un’audizione. Ricevetti immediatamente una proposta di lavoro: una tournee di tre anni in giro per gli Stati Uniti… Mio padre minacciò di raggiungermi a Chicago e di riportarmi immediatamente indietro. Per fortuna la moglie di uno dei boss del Play Boy Club mi convinse a ritornare in Italia e a riprendere gli studi di Medicina.
Studi e fisarmonica ripresero così a camminare in perfetta sintonia…

Quando hai tenuto i tuoi primi concerti professionali?

Emilio Zuppante, il titolare della ditta EXCELSIOR, mi accolse come un padre e subito mi presentò a Peppino Principe e a Wolmer Beltrami. Con questi due grandi artisti ho fatto numerosi concerti in Italia e all’estero.

Lei ha collaborato per molti anni con EXCELSIOR e altre aziende produttrici di fisarmoniche. Ci descriva alcuni dei prodotti per fisarmoniche che ha contribuito a sviluppare e presentare.

Mi piace ricordare l’ultimo prodotto della ditta EXCELSIOR. Si tratta di una fisarmonica elettronica, la  Digisyzer, che è stata realizzata in Giappone dagli ingegneri della Kawai assieme a me e soprattutto all’ingegnere Marco Galeazzi. Oltre all’inconfondibile timbro della fisarmonica EXCELSIOR sono stati inseriti effetti elettronici che riproducono con una qualità molto alta e fedele timbri come pianoforte, organo elettronico, violino, tromba, ecc… Uno strumento ancora valido.
Proprio per presentare la fisarmonica elettronica ho avuto la possibilità di girare il mondo e di apparire in trasmissioni televisive di grande ascolto come Domenica in, Serata d’onore, Bel Paese, Telemike …
Ultimamente, grazie alla KORG e soprattutto a mio fratello STELVIO, sto studiando la nuova fisarmonica SUPREMA e la sto utilizzando sempre più frequentemente nei vari concerti e per realizzare un nuovo cd in collaborazione con un team di grandi musicisti di Milano.

Anche tuo fratello, Stelvio Lorenzetti, è un personaggio di spicco nella musica. La sua carriera musicale ha avuto qualche influenza sulle decisioni di carriera o viceversa?

Con Mio Fratello, dieci anni di differenza…

Quando era adolescente Stelvio aveva intrapreso lo studio dell’organo elettronico e con quello strumento  ha vinto a Recanati un importante concorso. Quando si è esibito nel salone del Comune ottenendo un grande successo, ho pianto lacrime di gioia. Diciamo che l’unica influenza da parte mia verso mio fratello a proposito della musica è avvenuta ogni qualvolta lo andavo a “recuperare” al campetto dove giocava a pallone con gli amici per riportarlo a casa in tempo per la lezione di musica. Poi Stelvio ha percorso altre strade nell’imprenditoria, ma sempre legata alla musica e agli strumenti musicali.
L’unica vera influenza tra di noi è il grande affetto che ci lega tuttora profondamente. Ognuno gioisce dei successi dell’altro!

 

Le tue esibizioni con la fisarmonica ti hanno portato in molti Paesi. Puoi elencare alcuni dei Paesi e fornire informazioni sui tipi di esibizioni e sugli stili di musica che hai eseguito?

I miei concerti con la fisarmonica mi hanno portato praticamente in ogni continente. Sfruttando i permessi e le ferie maturate, ogni anno ho partecipato alle più importanti fiere al mondo. Poi, grazie alla Regione Marche, all’Istituto di Cultura Europeo e a mio cognato Nello Gabrielloni, titolare dell’EXCELSIOR, ho fatto concerti che sono rimasti indelebili nei miei ricordi: Città del Messico, Sydney, Mosca (Teatro d’Arte Moderna assieme a Jimmy Fontana e Giovanni Allevi), Tokyo, Osaka, Hiroshima, Sapporo, San Paolo, Il Cairo, a Genova per le Colombiadi…
Il mio repertorio spazia dal classico al jazz, dal tradizionale al moderno…

Quali sono state alcune delle tue performance più memorabili?

Senza dubbio a Castelfidardo, in occasione di uno spettacolo presentato da Pippo Baudo nel quale Gervasio Marcosignori era ospite d’onore.
Altra esibizione che ricordo con piacere, sempre a Castelfidardo in diretta con la trasmissione di Mike Bongiorno, il Rischiatutto. Comunque New Ulm è stato il concerto assieme a Wolmer Beltrami dove alla fine tutto il pubblico si alzò in piedi con un applauso strepitoso.  Altrettanto strepitoso il concerto assieme a Massimiliano Pitocco e Giuliano Cameli a Sidney, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù con Papa GIOVANNI PAOLO II.
Poi Il Musical “ARMONICAMENTE” realizzato con la Compagnia della RANCIA, per la regia di SAVERIO MARCONI. Non c’era orchestra, solo io alla fisarmonica elettronica EXCELSIOR (con tutti i brani dei più famosi musical che ho arrangiato per fisarmonica) e accompagnato dal M° DE LUCA e con la partecipazione di altri due bravissimi fisarmonicisti: M° MASSIMO MARCONI e M°MIRCO PATARINI.
Ma il ricordo più bello spetta sicuramente alla Svezia. A Stoccolma, precisamente nella sala dei premi Nobel, di fronte ad un rappresentante della Regina, e a duemila persone, durante un concerto assieme al M° Mirco Patarini e al M° Roberto Lucanero. Io ero l’ultimo in scaletta. Quando, alla fine della mia performance ho alzato lo sguardo, i duemila svedesi erano tutti in piedi ad applaudirmi…Che soddisfazione immensa! Non dimenticherò mai quella immagine! Ultimamente ho inserito nei miei concerti anche i brani originali che ho composto durante il lockdown e che fanno parte del cd “Magia di un sogno”.

Lei è autore di tre libri: Uno sguardo verso il mare, Pagine profumate di nostalgia, La droga del coraggio. Cosa l’ha spinto a scriverli e quali erano gli obiettivi di ciascun libro?

Con questo mio secondo libro ho ricevuto un premio in un concorso letterario.
L’obiettivo era soprattutto fissare sulla carta i miei ricordi per paura di perderli…Raccontare la mia vita, la mia famiglia, la mia professione di medico e naturalmente gli innumerevoli ricordi legati alla mia esperienza di concertista.
L’originale copertina è stata curata da un poliedrico artista, nonché mio zio acquisito: Franco Luchetti!
Il terzo libro invece è nato dalla promessa fatta ad una persona a me molto cara e che purtroppo ci ha lasciato…
Solo in questo terzo libro, data la delicatezza del tema, ci sono elementi di fantasia mentre nei primi due c’è assoluta verità.  La casa editrice è la KIMERIK, una casa editrice italiana con sede a Patti (ME), in Sicilia.
La copertina è stata gentilmente realizzata dal famoso M° pittore e incisore Carlo Iacomucci.

Hai suonato in numerosi concerti con alcune delle più famose leggende della fisarmonica italiana. C’è qualche insegnante o artista a cui vorresti rendere un omaggio particolare, per il loro impatto   ispiratore sulla tua carriera musicale?

A Giovanni Marcosignori, il padre di Gervasio. La sua timidezza era tale che quasi si vergognava di suonare. Quando raccontavo a Gervasio che suo padre mi aveva fatto ascoltare un’aria di un’opera famosa quasi non ci credeva. Tale e tanta era la sua timidezza. Ascoltarlo era divino. Giovanni e la fisarmonica si fondevano insieme.
Con Gervasio poi è nata una profonda amicizia, anche nel ricordo del suo amato Padre.

Hai qualche ricordo divertente delle tue esperienze concertistiche?

A New Ulm salii sul palco per primo. Wolmer suonò dopo di me. Appena inizia, gli applausi lo travolgono. Stavo pensando che pochi artisti fossero grandi come lui, quando all’improvviso, vedo Wolmer che appoggia la fisarmonica sul palco e corre dietro le quinte. L’organizzatore subito mi chiede cosa stesse accadendo. Lo raggiungo e lui, con un candore disarmante: – Soffro di ulcera – e mostrandomi una bottiglia  di Fernet: – E’ l’unico rimedio che mi fa passare il dolore. Bevine un goccio che fa bene pure a te!

Hai qualche consiglio musicale da dare agli aspiranti fisarmonicisti?

Ogni strumento per essere conquistato ha bisogno di essere amato. In particolare la fisarmonica, che stringi tra le braccia come fosse la tua creatura

Ti sei recentemente ritirato dalla carriera medica per concentrarti maggiormente sulla musica. Hai aspirazioni o obiettivi musicali futuri di cui puoi parlarci?

Ho inciso due CD. Nel primo “MAGIA DI UN SOGNO” ho suonato brani scritti da me, poi arricchiti dagli arrangiamenti del chitarrista, M° MASSIMO VARINI. Alcuni di questi miei brani originali sono tati presentati nello spettacolo intitolato CHITARMONICA,ovvero la chitarra (del M° Varini) incontra la fisarmonica con una orchestra di archi dell’ Istituto BENIAMINO GIGLI.

Il secondo CD si intitola “HORIZON SIGHT”.
CLAUDIO CALZOLARI, ANDREA VERARDI, GUIDO MAZZELLA, ANDREA CALZOLARI.
Sono questi i grandi musicisti con i quali ho avuto l’onore di collaborare.
Per quanto riguarda gli obiettivi per il futuro, spero che i brani di quest’ultimo CD possano essere utilizzati come colonne sonore per film, sceneggiati, come sottofondo per documentari, ecc…

In futuro, come pensi si inserirà la fisarmonica nel panorama musicale generale?

Il percorso della fisarmonica nel panorama musicale generale è già iniziato e la fisarmonica diventerà sempre più importante e ricercata.  Unita a strumentazione moderna e attuale, la fisarmonica genera effetti e sonorità veramente sorprendenti.
Lo si può già verificare ascoltando “HORIZON SIGHT “!

P. S. Questo attestato rappresenta per me il riconoscimento più alto che avrei potuto sperare nella mia vita.


Un GRAZIE sentito in particolare al mio AMICO FRATERNO, M° MIRCO PATARINI.